giovedì 4 ottobre 2012

Floriterapia: come si usa davvero?

Ci accade spesso di sentirci consigliare i Fiori di Bach, più in generale le essenze floreali, per gli stati di ansia o di paura o, in ogni caso, legate a uno stato emotivo che, solo per chiarezza e maggiore facilità di comprensione definirò "negativo".
Ce li consigliano gli amici, qualche parente che ha letto un libro, il vicino di casa, perfino il farmacista.
Nulla di male a consigliare la floriterapia per riportare armonia lì dove si è creato uno stato disarmonico a livello emotivo poiché, male che vada (ossia se non assumiamo il rimedio che realmente ci occorre), non succede assolutamente nulla.
Questo, purtroppo, genera da anni una diffidenza o, quanto meno, una riluttanza all'utilizzo della floriterapia come arte di auto-ascolto e prevenzione non già (o non solo) dalla malattia fisica (i rimedi floreali non sostituiscono eventuali terapie farmacologiche o di altra natura) ma ancor meglio dello stato emotivo che potrebbe, se protratto nel tempo, ingenerare una patologia.
D'accordo che Edward Bach lo ha reso e fortemente voluto un metodo semplice, ma non semplicistico!
Occorre conoscere i rimedi, studiarli, viverli in prima persona, usarli e usarli e ancora usarli per comprenderne la vera natura, uno per uno. Prenderli o suggerirli per sentito dire non porta grandi risultati. Nella mia esperienza, a dire il vero, non ne porta affatto.
E allora, ci sono regole? Come si fa?
Sì, certo. Le regole (poche e chiare) ci sono e vanno rispettate, proprio perché semplici. 
Vediamo a grandi linee come funziona:
1- Floriterapia non è uguale a Omeopatia. Ossia: i rimedi floreali possono essere assunti in qualunque momento della giornata, anche dopo la sigaretta o la cioccolata. Non è necessario farli cadere direttamente sotto la lingua. Il motivo sta nel fatto che non agiscono sull'organismo ma, attraverso modalità vibratorie particolari entrano direttamente in contatto con la nostra sfera emotiva.
2- Quanti? Quando? Nel caso dei Fiori di Bach, il "nostro" è stato chiarissimo: dalla boccetta di trattamento, cioè aquella fatta su misura per noi e il  nostro bisogno del momento, 4 gocce 4 volte al giorno non di meno; se se ne sente la necessità, anche di più. Dosi e frequenza non sono state decise a caso! Ci sono voluti anni di studio, casi diversi e i più disparati sono stati presi in esame e ancora oggi si continua a ricercare. Lo stesso Bach si sottoponeva ai trattamenti. Se si trattasse di farmaci, vi direbbero che questo è il dosaggio corretto, altrimenti non funziona. Non serve nemmeno esagerare con le gocce, perché fanno il loro effetto già a quota 4 e usarne di più sarebbe solo un inutile spreco.
3- Rescue Remedy e rimedi di emergenza. Lo dice il nome stesso, si tratta di rimedi da usare solo in casi di vera emergenza. Se si usano come l'acqua fresca tanto perché, per esempio, devo andare al lavoro e non ne ho voglia, non cambierà nulla. Andremo al lavoro e ci terremo l'assenza di voglia di andarci. Quali sono i casi di emergenza? Svenimento, attacco d'ansia, trauma da stress improvviso, solo per citarne qualcuno. Il Rescue Remedy è composto da 5 rimedi floreali ed è stato messo a punto e testato direttamente dal dottor Bach.
4- Si tratta di rimedi, mi si passi il termine, per l'anima che solo come conseguenza generano un'azione sull'organismo fisico e dunque se avete da risolvere una questione patologica, potranno aiutarvi ad affrontare meglio la terapia o la patologia stessa ma certo non la curano. Sia chiaro.
Se volete avvicinarvi alla floriterapia, dunque, affidatevi a chi la conosce, studiate sui testi originali (che non sono pochi), ma soprattutto evitate di perdere tempo e fiducia, dando ascolto a chi non ne ha cultura. Ci sono molti professionisti floriterapeuti in Italia e nel mondo, non avete che l'imbarazzo della scelta. E vi posso assicurare che non andrete avanti degli anni e vi insegneranno come riconoscere voi stessi, le qualità della vostra anima, i vostri stati emotivi e ad agire di conseguenza.